1. Il caso

Nel giudizio promosso per ottenere il rilascio di due locali garage, il loro ripristino ed il rimborso di spese effettuate, si costituiva il convenuto chiedendo la riunione della causa con altra, precedentemente instaurata per il trasferimento della proprietà degli immobili in questione. Per il difetto di procura alle liti la costituzione del convenuto veniva dichiarata inammissibile ed il difensore   condannato alla refusione delle spese di lite. Decisione confermata in secondo grado. In Cassazione, i soccombenti lamentavano – tra i motivi di gravame – la mancata concessione da parte del Giudice del termine per il rilascio o rinnovo di nuova procura alle liti previsto dall’art.182 c.p.c.

2. I due orientamenti di legittimità

La Suprema Corte rimetteva la causa alle Sezioni Unite per dirimere la questione relativa ai due diversi orientamenti interpretativi dell’art.182 cpc, nel testo riformato nel 2009 che prevede la sanabilità di un vizio che rende nulla la procura alle liti, mediante concessione di termine per il rilascio o la rinnovazione del mandato:

a) il primo, più estensivo, secondo cui il termine di rilascio o rinnovazione della procura ad litem deve essere assegnato anche se manchi del tutto in atti (per l’utilizzo da parte del legislatore del termine “rilascio” che potrebbe intenderne l’inesistenza);

b) l’altro, restrittivo, secondo cui il termine dev’essere concesso solo se una procura sia in atti, ma risulti viziata da nullità.

3. La soluzione delle Sezioni Unite

La Corte ha ritenuto di accogliere l’orientamento più rigoroso ritenendo che il termine debba essere concesso solo nell’ipotesi di procura affetta da nullità (ma preesistente), emendabile dalla parte rappresentata con la sua rinnovazione o un nuovo rilascio. Oltre a motivi sistematici e di coerenza con altre disposizioni processuali, e con l’esigenza di speditezza del processo, a sostegno della scelta le S.U. hanno richiamato il testo più recente dell’art. 182 c.p.c. in vigore dal 28. 2.2023, che – in continuità con quello previgente – fa espresso riferimento alla sanatoria nel caso di “mancanza” agli atti di una procura già esistente.

4. Il nuovo testo dell’art.182 cpc introdotto dalla riforma Cartabia

Le Sezioni Unite, nel dirimere il contrasto di orientamenti, ha privilegiato la tesi per cui dev’essere concesso il termine nel solo caso di procura alle liti affetta da nullità e non da inesistenza. Gli argomenti a sostegno della soluzione sono:

a) la tassatività delle disposizioni (artt. 82 e 83 c.p.c.) che impongono sempre  la rappresentanza processuale del difensore (tranne che per cause di minimo valore del Giudice di Pace);

b) l’assenza del presupposto (sanabilità in ogni momento) che caratterizza la rappresentanza sostanziale (legittimazione), mancante in quella processuale;

c) l’esigenza di speditezza del processo che, una volta rilevata l’inesistenza della procura, evita l’istruttoria con la declaratoria di improcedibilità. Gli argomenti utilizzati sono estendibili, appunto, anche alla nuova formulazione dell’art.182 c.p.c., appena introdotto dalla riforma Cartabia. Il nuovo testo – osserva la Corte, in continuità con la tesi restrittiva del testo previgente – fa letterale riferimento alla “mancanza” negli atti del processo e non ad una inesistenza della procura: con doveroso onere di prova della data di rilascio che dovrà essere anteriore alla costituzione della parte rappresentata.

Avv. Michele Sprovieri

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