Aggiornamento: è stato pubblicato il bollettino 2024

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E’ noto come uno dei principali problemi del settore della RC sanitaria sia rappresentato dallo scarso interesse mostrato dal mercato assicurativo per l’assunzione dei rischi derivanti dallo svolgimento dell’attività sanitaria. In particolare, a partire dalla fine dagli anni Novanta, il mercato assicurativo nel settore ha subito una forte contrazione, rendendo difficile sia per le strutture, sia per talune categorie di operatori, trovare soluzioni adeguate e convenienti.

Anche per contrastare gli effetti di tale contrazione dell’offerta assicurativa, a partire dalla fine del primo decennio del nuovo secolo, diverse regioni italiane si sono organizzate per gestire in proprio i rischi derivanti dallo svolgimento dell’attività sanitaria (v. le misure analoghe all’assicurazione poste in essere da alcune regioni).

Una delle finalità della legge Gelli era, quindi, anche quella di creare le condizioni per l’ampliamento dell’offerta assicurativa, ciò che avrebbe dovuto conseguire anche come effetto dell’obbligo assicurativo che la legge Gelli ha imposto non solo al personale sanitario ma anche alle strutture sanitarie.

L’analisi dei dati statistici pubblicati dall’IVASS nel suo bollettino (che si può leggere qui) dimostra però come l’emanazione della legge Gelli non abbia avuto l’effetto sperato.

Rinviando alla lettura di tale interessante testo, ci limiteremo qui a qualche breve chiosa su alcune delle tabelle ivi contenute.

In particolare, dalla lettura dei tale documento si nota la conferma del brusco calo del valore complessivo della raccolta dei premi che si è registrato tra il 2010 e il 2014  e non si registra una netta inversione di tendenza dopo il 2017

 

Il calo ha riguardato soprattutto le strutture pubbliche (ambito nel quale si sono maggiormente diffuse le analoghe misure) mentre il settore privato è rimasto sostanzialmente stabile con un piccolo aumento della raccolta complessiva che è probabilmente giustificato più dall’aumento dei premi che non dalla maggior diffusione dello strumento assicurativo

Molto interessante è il grafico sulle cause della ritrosia del mercato assicurativo, dal quale si evince come il problema principale sia rappresentato dalle incertezze giurisprudenziali che incidono fortemente su un settore nel quale il formante legislativo è decisamente secondario rispetto a quello giurisprudenziale ( si pensi all’incertezza in tema di quantificazione del danno alla persona – sui cui v. in tema di tabella al danno alla persona alla persona -, ai mutamenti in tema di onere della prova del nesso causale e della perdita di chance, etc. etc.)

La riduzione della raccolta premi ha ovviamente comportato anche una forte concentrazione del mercato, con le prime 5 imprese che raccolgono circa l’80% dei premi, a fronte di una media del settore che è di circa la metà: significa che si tratta di un settore nel quale la concorrenza pressochè dimezzata rispetto agli altri settori.

Insomma, i dati raccolti da IVASS dimostrano che la legge Gelli non è stata finora in grado di provocare alcuna inversione nella tendenza al disinteresse delle compagnie di assicurazione per il mercato della RC sanitaria, né ha promosso un auspicabile aumento della concorrenza.

E’ vero che, il disegno della legge è rimasto in parte inattuato per il ritardo nella pubblicazione dei decreti attuativi, bisognerà capire cosa accadrà dopo la pubblicazione di questi ultimi.