A partire dal primo decennio del nuovo millennio, le Regioni italiane si sono trovate in forte difficoltà nel reperire adeguate coperture assicurative per la responsabilità sanitaria.

A preoccupare maggiormente le amministrazioni regionali sono state una serie di traversie legate alle polizze assicurative quali un costante aumento dei premi e l’insolvenza di alcune compagnie assicuratrici. Dall’altro lato, l’offerta assicurativa in ambito sanitario è fortemente diminuita con la conseguenza di una diminuzione della concorrenza tra le poche compagnie rimaste ad operare nel settore e una maggiore difficoltà per strutture e personale sanitario a reperire coperture adeguate a prezzi convenienti. (v. il commento ai dati ivass sulla raccolta dei premi nel settore della RC sanitaria)

In tale scenario, diverse regioni italiane hanno preferito organizzarsi al fine di gestire almeno parzialmente in proprio il rischio derivante dallo svolgimento dell’attività sanitaria.

Tale scelta è stata poi avallata dalla legge Gelli la quale se, da un lato, ha imposto l’obbligo per le strutture di stipulare adeguata copertura assicurativa, ha altresì consentito alle stesse di dotarsi di misure analoghe all’assicurazione (la cui stipulazione diventa, quindi, non necessaria a fronte dell’adozione di queste ultime). Leggi il commento al decreto attutivo in tema di analoghe misure.

Tra le regioni che hanno legiferato in materia di gestione del rischio sanitario si segnalano in particolare le seguenti.

Liguria

La Liguria, con Legge regionale N.28 del 2011 ha istituito il Programma assicurativo per rischi di responsabilità civile delle Aziende ed enti del Servizio Sanitario Regionale.

Tale programma consiste nella costituzione (art. 1 c. 2) di un fondo speciale destinato al finanziamento degli esborsi che le Aziende ed enti del Servizio Sanitario Regionale debbono sostenere per il risarcimento dei sinistri: pertanto, il risarcimento del danno continua ad essere erogato dalle singole strutture sanitarie alle quali il fondo rimborsa poi un ammontare pari ai risarcimenti erogati. Il fondo risponde per sinistri di qualsiasi entità, non essendo prevista alcuna assicurazione.

Il fondo è gestito da una azienda del servizio sanitario (art. 2 c. 1) ma è è la giunta regionale a definire l’ammontare del fondo speciale sufficiente a far fronte agli esborsi da sostenere; la quota di fondo sanitario di competenza di ogni singola Azienda o ente del Servizio Sanitario Regionale da destinarsi al fondo  speciale e  gli indirizzi in merito alle modalità di gestione delle sinistrosità afferenti le gestioni liquidatorie.

La gestione dei sinistri

Con successivo protocollo regionale di gestione dei sinistri è stata dettata la disciplina di dettaglio relativa alla gestione dei sinistri e dei risarcimenti.

E’ prevista la costituzione di quattro comitati di gestione sinistri di area ottimale (art. 4), ciascuno composto da un loss adjuster, un responsabile della medicina legale (o sostituto),  un responsabile della gestione amministrativa e legale dei sinistri (o sostituto), un responsabile della gestione del rischio clinico e della sicurezza delle cure, un membro della direzione sanitaria.

E’ altresì previsto un Comitato regionale sinistri (art. 5), avente i seguenti compiti (art. 6):

  1. esercita funzioni di coordinamento e indirizzo dell’attività dei CGS di area ottimale (sviluppo dei criteri per la gestione delle controversie, linee guida comportamentali e operative, pareri) al fine di garantire il corretto funzionamento del sistema e la sua uniformità in ambito regionale, nonché il contenimento dei tempi di definizione dei sinistri;
  2. esplica attività di “second opinion” relativamente a sinistri la cui proposta di transazione da parte del CGS sia di valore uguale o superiore a € 150.000 oppure, a richiesta dei CGS, nei casi di particolare delicatezza e complessità per i quali si renda necessario un ulteriore approfondimento. In tali casi il parere del CRS è vincolante;
  3. al fine di consentire al loss adjuster un margine di trattativa, può indicare una percentuale di scostamento non superiore al 10%, rispetto alla proposta di transazione, salvo casi particolari preventivamente individuati e motivati in cui la percentuale può essere più elevata. In caso di mancata indicazione, la percentuale di scostamento è fissata al 10%;
  4. svolge funzioni di riferimento per il monitoraggio della sinistrosità e degli eventi avversi, anche in collegamento con l’Agenzia Sanitaria regionale e con la Commissione regionale per il rischio clinico;
  5. propone attività formative, al fine di sviluppare ulteriormente le competenze delle funzioni aziendali interessate.

Emilia Romagna

La regione Emilia-Romagna ha adottato la legge regionale 7 novembre 2012, n. 13 in tema di  “NORME PER LA COPERTURA DEI RISCHI DERIVANTI DA RESPONSABILITÀ CIVILE NEGLI ENTI DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE”

Tale legge disciplina (art. 1, c. 2) “le forme di gestione diretta dei sinistri e le modalità di corresponsione dei risarcimenti conseguenti a responsabilità civile per attività sanitaria delle aziende e degli enti” e si applica (art. 2, c. 1) “alle richieste di risarcimento formulate nei confronti di tutti gli enti per danni inerenti l’attività sanitaria a essi ascrivibili”.
La gestione del rischio posta in essere all’interno di tale regione prevede tre modalità di intervento (art. 2 c. 2 e art. 6):

  1. gli enti provvedono direttamente con risorse del proprio bilancio a corrispondere i risarcimenti per richieste con importi inferiori o uguali a 100 mila euro; i costi di tali sinistri (art. 6 c.4) sono sostenuti dalle aziende unità sanitarie locali nell’ambito delle risorse assegnate in fase di programmazione annuale dalla Regione a titolo di Fondo sanitario regionale attribuito a quota capitaria. I costi sostenuti dalle aziende ospedaliere ed ospedaliero-universitarie e dagli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico sono coperti dai ricavi da prestazioni sanitarie.
  2. la Regione e gli enti, con le modalità di cui agli articoli seguenti, collaborano nella gestione dei sinistri per i risarcimenti di importi superiori a 100 mila euro e inferiori o uguali a 1 milione e 500 mila euro; gli enti provvedono alla liquidazione dei risarcimenti mediante il fondo regionale; tale fondo regionale (art. 6 c. 2) è costituito mediante accantonamento di apposita quota a valere sulle risorse definite nell’ambito della programmazione annuale del finanziamento del Servizio sanitario regionale.
  3. per far fronte ai risarcimenti per importi superiori a 1 milione e 500 mila euro, la Regione stipula apposita assicurazione a favore degli enti per tutto il territorio regionale, con risorse destinate al finanziamento annuale del Servizio sanitario regionale, nell’ambito dei competenti capitoli afferenti la spesa direttamente gestita dalla Regione (art. 6 c.3).

Gli organi preposti al funzionamento del sistema

L’art. 4 prevede la costituzione del nucleo regionale di valutazione dei sinistri, quale organismo della Giunta Regionale, avente alcuni compiti specifici:

  1. fornire supporto all’ente nella valutazione dei sinistri di particolare complessità, anche al fine di assicurare l’imparzialità delle decisioni inerenti il risarcimento dei danni da responsabilità civile;
  2. esprimere, per i sinistri al cui risarcimento è tenuto il fondo regionale, parere obbligatorio sull’ammissibilità del rimborso, al fine di determinare l’assunzione dei corrispondenti oneri finanziari da parte della Regione;
  3. elaborare proposte per l’esercizio delle funzioni esercitate dalla Regione a supporto del sistema di gestione diretta dei sinistri;
  4. svolgere attività ispettiva e di indagine su eventi avversi di particolare rilevanza.

L’art. 5 prevede invece la costituzione dell’osservatorio regionale per la sicurezza delle cure così da dare attuazione al sistema di gestione del rischio clinico previsto dalle relative norme poi recepite e razionalizzate dalla Legge Gelli Bianco

Veneto

La Regione Veneto, con l’art. 6 della L.R. 31 luglio 2009, n. 15 ha previsto “al fine di ridurre i costi delle coperture assicurative contro i rischi sanitari e con specifico riferimento alla risoluzione stragiudiziale
delle controversie sanitarie nei termini e con le modalita’ di cui
alla presente legge, la giunta regionale, sentita la competente
commissione consiliare, approva un progetto che vede coinvolti la
Regione, le aziende ULSS ed ospedaliere e le compagnie assicurative,
finalizzato alla creazione di un fondo regionale per risarcire i
danni da responsabilita’ civile compresi tra euro 1.500,00 ed euro
500.000,00, prevedendo, altresi’, per danni superiori o ad
esaurimento del fondo, la copertura mediante apposita polizza
assicurativa.”

Detta previsione ha poi trovato attuazione nella delibera della Giunta Regionale n. 573/2011, che ha previsto l’istituzione di un fondo per  i sinistri c.d. catastrofali fino all’importo di euro 500.000,00 e un modello regionale per la gestione dei sinistri dipendenti da responsabilità medica che è contenuto nelle  “Linee guida per la gestione stragiudiziale dei sinistri di RCT delle Aziende Ulss del Sistema sanitario Regionale” allegate alla predetta delibera.

Detto modello prevede una ripartizione in 5 aree territoriali, ciascuna delle quali gestisce i sinistri delle Aziende sanitarie in essa aggregate, mediante  un Ufficio Sinistri Centrale che raccoglie le istanze di risarcimento e ne coordina la gestione stragiudiziale e giudiziale mediante i Comitati di Valutazione Sinistri aziendali.

Lazio

La Regione Lazio non ha ancora adottato una legge apposita per la gestione del rischio, ma si è limitata alla redazione di un documento di indirizzo sulla gestione dei sinistri