Il 26 marzo 2024 IVASS ha pubblicato l’edizione 2024 del bollettino statistico sui rischi da responsabilità civile generale e sanitaria, al quale è altresì allegato un nutrito set di dati.
Si tratta di un testo di grande interesse per lo studio dell’andamento della responsabilità sanitaria in quanto fornisce l’analisi di un ricco set di dati sull’andamento del comparto assicurativo nello specifico settore, consentendo di trarre utili indicazioni circa le ricadute della disciplina vigente in tema di gestione del rischio sanitario.
Il testo contiene una serie di indicazioni anche differenti da quelle della precedente edizione (che avevamo commentato qui) che restano quindi ancora attuali per i dati non aggiornati in questa occasione.
1. L’aggiornamento dei dati sulla raccolta dei premi e sulla concentrazione del mercato
1.1. Il settore delle strutture pubbliche
Il primo dato che viene presentato, che costituisce un aggiornamento e una conferma di quello contenuto nell’edizione precedente, riguarda l’andamento della raccolta premi.
Per quanto riguarda la sanità pubblica, il dato rimane costante rispetto al 2021 ma si tratta di una cifra che costituisce appena il 50% dell’ammontare di quello del 2011 (nonostante l’aumento del costo della vita e dei risarcimenti del danno alla persona), a conferma dello scarso “feeling” tra sanità pubblica e assicurazione.
Le seguenti figure (tratte come le ulteriori di questo testo dal bollettino IVASS) sono eloquenti in proposito:

Procedendo ad esaminare i dati allegati allo stesso, si può ricavare che il calo dei premi è stato causato da una riduzione percentualmente ancora maggiore del numero di strutture pubbliche assicurate, passate dalle 1239 del 2011 alle 473 del 2022, con una riduzione del 61,8%.
Tale forte diminuzione del numero di strutture assicurate potrebbe essere indicativo di una scarsa domanda (cioè di una predilezione delle strutture sanitarie per la SIR), ovvero di una scarsa offerta (cioè del disinteresse del mercato assicurativo per il settore della RC sanitaria): l’esame dei dati sull’elevata concentrazione dell’offerta in capo a un numero esiguo di compagnie dimostra lo scarso interesse delle altre e, quindi, una scarsa concorrenza.

Risulta quindi confermato che, nonostante i sette anni trascorsi dall’introduzione dell’obbligo di assicurazione della responsabilità civile delle strutture sanitarie imposto dalla legge Gelli, il mercato assicurativo continua a mostrare scarso interesse per il settore della R.C. sanitaria nel quale solo poche compagnie hanno deciso di impegnarsi, come dimostra anche il dato, che conferma quello del report dello scorso anno, relativo alla scarsa concorrenza sul mercato, che rimane concentrato in capo a poche compagnie. Purtroppo non sono stati aggiornati i dati circa le ragioni del disinteresse, cosicchè si deve ritenere che le cause rimangano le medesime indicate nel bollettino precedente, anche per via del persistere della mancata adozione di un criterio unitario di liquidazione delle macrolesioni alla persona,, anche a causa della recente battuta di arresto dello schema di decreto sulla tabella unica ad opera del Consiglio di Stato.
1.2. il settore delle strutture private
L’effetto dell’obbligo assicurativo imposto dalla Legge Gelli è invece decisamente evidente per quanto riguarda la R.C. delle strutture sanitarie private. In questo settore, a partire dal 2017, anno di introduzione dell’obbligo, si è registrato un aumento del 135,6%, essendo passato il numero di strutture assicurate dalle 4.211 del 2016 alle 9.922 del 2022.
A tale vertiginoso aumento del numero di strutture assicurate non è corrisposto un analogo incremento della raccolta dei premi (aumentato solo del 51,6%) in quanto il premio medio ha subito (sempre nel medesimo periodo), una riduzione del 35,7%.
L’esame dei dati relativi alla sanità privata rivela un trend differente, con un aumento del 71,1 % del numero di strutture assicurate (passate dalle 5.798 del 2011 alle 9.922 del 2022), con un trend positivo ininterrotto a partire dal 2015. L’aumento della raccolta premi nel periodo 2011-2022 è tuttavia contenuto solo nel 38% in ragione di una diminuzione, registrata nel medesimo periodo, del premio medio del 18,9%.
1.3. Il settore del personale sanitario
Anche il settore dell’assicurazione della r.c. del personale sanitario ha avvertito l’effetto dell’introduzione dell’obbligo assicurativo da parte della legge Gelli in quanto si è registrato un aumento del 48,7% dei soggetti assicurati (passati da 297.357 a 442.179) ma la raccolta premi è aumentata solo del 22,6% perchè, anche in questo caso si è registrata una riduzione del premio medio nella misura del 17,5%.
2. Andamento dei sinistri e profittabilità
Per quanto riguarda i sinistri, si nota una riduzione del 43,4% del numero complessivo, passato dai 27.908 del 2011 ai 15.795 del 2022 (all. B, tav. 4).
Decisamente lunghe le tempistiche di liquidazione, perchè nel bollettino si legge che” I sinistri sanitari sono liquidati lentamente (Allegato B, Tavola 7): decorsi 3 anni dall’anno di denuncia, poco più della metà dei sinistri accaduti risulta liquidata. La velocità di liquidazione è ancora più contenuta (Allegato B, Tavola 8). Nel 2022 solo l’8,9% dei sinistri con seguito è stato liquidato entro l’anno; in termini di importi, tale quota si abbassa all’1,3%.”
I lunghi tempi di liquidazione sono parzialmente dovuti anche anche al massiccio contenzioso che riguarda ben il 25,7% dei sinistri e che è particolarmente frequente nei confronti delle strutture strutture pubbliche (30,6%) con una percentuale più che doppia rispetto a quelle private (14,8%), segno di una migliore gestione dei sinistri da parte di queste ultime.
Il costo medio dei sinistri denunciati nel 2022 ammonta a 41.639 euro (Allegato B, Tavola 11), con una rilevante differenziazione tra i settori: 76 mila euro per le strutture pubbliche, 47 mila per quelle private e 21 mila euro per il personale sanitario. Questa differenza è verosimilmente dovuta alla maggior rischiosità dei settori in cui operano le strutture pubbliche rispetto ai settori di attività prevalenti delle strutture private.
Interessante osservare come la profittabilità del settore sia modesta (o, addirittura, assente e ciò spieghi lo scarso interesse delle compagnie) con un loss ratio particolarmente elevato per le strutture sanitarie private (107,6%) e per quelle pubbliche (99,2%), mentre il settore del personale sanitario presenta il valore più contenuto (49,6%).

3. I dati sull’adozione delle analoghe misure nel settore pubblico
Il bollettino si chiude con una serie di osservazioni sui dati forniti dal Ministero della sanità per quanto attiene l’autoritenzione del rischio da parte delle strutture pubbliche obbligatoria in alternativa all’assicurazione fin dal D.L. 24 giugno 2014, n. 90.
E’ noto come le varie regioni italiane non abbiano ancora individuato una soluzione condivisa sulle modalità di gestione delle cosiddette analoghe misure (vedi un approfondimento). Pertanto, l’esame di dati aggregati su base nazionale deve avvenire con particolare cautela.

L’ammontare di tali accantonamenti vede una crescita costante fino al 2017, momento a partire dal quale c’è una sensibile diminuzione durata fino al 2019 seguita poi da un andamento incostante: tale andamento stupisce soprattutto perchè, nel medesimo periodo, la curva indicante l’ammontare dei fondi non ha seguito il medesimo andamento in quanto registra una crescita costante fino al 2018, seguito poi da una fase di stasi nel 2019 alla quale ha poi fatto seguito una ripresa della crescita. Pertanto, è necessaria una più approfondita indagine sull’andamento degli accantonamenti per capire quali possano essere state le cause di quanto sopra.