Legittimazione dell’Associazione professionale. Nota a Cassazione n. 8358 del 29 Aprile 2020

Legittimazione dell’Associazione professionale. Nota a Cassazione n. 8358 del 29 Aprile 2020

Lo Statuto può legittimare l’associazione professionale a ricevere incarichi, ad acquisire la titolarità di rapporti per giudizi e consulenza, a riscuotere i relativi crediti, secondo la recente decisione della Suprema Corte.

1. I fatti di causa

Un’associazione professionale aveva richiesto il pagamento del credito per vari incarichi svolti nell’interesse di un unico cliente ottenendo dal Tribunale un ingiunzione di pagamento. La Cliente  si opponeva all’ordine sostenendo di avere conferito l’incarico ad un solo professionista dello Studio.  La sentenza revocava l’ingiunzione ottenuta, sul presupposto che:

  • l’attività difensiva fosse di natura personale, e
  • difettasse prova che l’associazione fosse legittimata ad assumere incarichi.

La Corte di Appello riformava la decisione, ed evidenziava che

  • non sussistono divieti per la associazione professionale a ricevere incarichi, anche se verranno gestiti da singoli professionisti;
  • la titolarità del rapporto resterebbe del singolo professionista solo nel caso di rapporto diretto, per scelta autonoma del Cliente;
  • il mandato, nel caso in esame, era stato conferito direttamente all’associazione.

2. Le ragioni della riforma

Il giudice di appello, aveva rilevato che nulla impedisce di legittimare l’associazione professionale a ricevere incarichi, ma senza l’esame dello
statuto, sostenendo che il contenuto degli accordi interni tra associati non era stato oggetto di contestazione e che comunque l’incarico non era al
singolo difensore.

Il Cliente aveva contestato sin dal primo grado che l’incarico fosse conferito all’associazione; lo Studio aveva, invece, prodotto gli accordi statutari, per dare prova della sua capacità come autonomo centro di imputazione di rapporti (distinto dai singoli associati).

3. La decisione

3.1 la normativa di riferimento

L’associazione professionale costituisce un fenomeno regolato dall’art. 36 c.c.. La norma stabilisce che l’ordinamento interno e l’amministrazione delle associazioni non riconosciute sono regolati dagli accordi tra gli associati, che possono attribuire la legittimazione a ricevere incarichi all’associazione e ad acquisire la titolarità di rapporti, con la relativa responsabilità, poi delegati ai singoli aderenti e da essi personalmente curati.

3.2 l’applicazione della norma alla fattispecie

La sentenza di secondo grado aveva considerato superfluo l’esame dell’atto costitutivo dell’associazione, in quanto aveva ritenuto non contestata  sua possibile legittimazione a ricevere incarichi:  è quindi incorsa nella violazione denunciata.

3.3 il principio di diritto enunciato

La titolarità dei crediti per le prestazioni svolte dai singoli professionisti a favore del cliente può riconoscersi all’associazione, ma solo se per previsione dello statuto. Ed infatti il fenomeno associativo tra professionisti può non essere univocamente finalizzato alla divisione delle spese ed alla gestione congiunta dei proventi.

4. Conclusioni

La Suprema Corte ritiene che lo Statuto possa legittimare l’associazione professionale a ricevere incarichi, acquisire la titolarità di rapporti per giudizi e consulenza, riscuotere i relativi crediti. L’incarico si può ricevere anche in caso di necessario esercizio dell’attività di difesa tecnica. In questi casi l’associazione sarebbe tenuta alla prestazione nei confronti della Clientela ed avrebbe diritto al relativo corrispettivo. anche se l’attività difensiva venisse concretamente svolta da parte di un solo professionista.

A cura degli Avv.ti Michele Sprovieri e Micol Fischetti.