Le sezioni unite, con una interessante sentenza (n. 3452 del 7/2/24 che puoi leggere qui) risolvono l’annoso problema della necessità di esperire il tentativo di mediazione obbligatoria non solo rispetto alla domanda principale del giudizio ma anche in relazione alla eventuale domanda riconvenzionale.

La decisione è stata emessa a seguito  di rinvio pregiudiziale ex art 363 bis cpc del Tribunale di Roma del giugno ’23 e  il quesito posto era relativo ad un caso in cui la domanda principale (che aveva costituito oggetto di mediazione) aveva ad oggetto, in sintesi, il rilascio del bene concesso in locazione in virtù di clausola risolutiva espressa e comunque per scadenza e la domanda riconvenzionale (che non aveva costituito oggetto di mediazione) aveva ad oggetto la restituzione di deposito cauzionale ed interessi. Il conduttore aveva inoltre chiesto fissamento di altra udienza al fine di fare nuovamente ricorso alla mediazione.

L’occasione è stata colta dalle Sezioni Unite – ritenendo sussistenti tutti i presupposti di un rinvio pregiudiziale – per una rassegna completa non solo sulle ADR nelle diverse forme, l’ampliamento dei casi in cui risulta necessario ricorrevi, le relative finalità e i tempi ‘imposti’ ai giudizi , ma anche sulla differenziazione tra la cd riconvenzionale ordinaria e quella eccentrica, che amplia il tema di indagine rispetto a quello (e – a volte – al titolo) su cui è fondata la domanda principale. Anche all’esito di un’ampia indagine sull’evolversi della giurisprudenza interna ed europea, la risposta è identica in entrambi i casi.

Non occorre segnare il passo e dare ingresso ad una nuova Mediazione.

In estrema sintesi, sono tre le ragioni principali per la scelta (condivisibile) di tale soluzione:
a) il necessario rispetto delle regole che impongono un celere processo;

b) la circostanza per cui è molto probabile che, nel tentativo di pervenire ad una soluzione stragiudiziale, siano state affrontati tutti gli aspetti delle diverse e possibili contestazioni reciproche;

c)  infine è sempre al Giudice che viene rimessa – fin quasi al termine del giudizio – la possibilità di far raggiungere ai contendenti un’intesa che possa evitare la pronuncia della sentenza.

Una considerazione finale: l’utilizzo, oculato, del rinvio pregiudiziale può costituire una utile novità della riforma, e contribuire a snellire e ad accelerare molti procedimenti.