1. La disciplina di riferimento sulla prestazione nello studio legale associato

Gli studi associati sono stati introdotti nell’ordinamento dalla L. n. 1815 del 1939 che, tuttavia, offre una disciplina decisamente scarna, in particolare in ordine ai rapporti che si instaurano tra gli associati e l’associazione, lasciando ampio spazio all’autonomia privata.
L’art. 36 cod. civ. d’altra parte stabilisce che gli accordi tra i professionisti possono attribuire all’associazione la legittimazione a stipulare contratti e ad acquisire la titolarità di rapporti, poi delegabili ai singoli aderenti.
Ma anche se l’esercizio dell’attività viene svolta in forma di associazione, la natura della prestazione nello studio legale associato  resta in ogni caso personale (art. 14, comma 2, della L. 247 del 2012, Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense), con assunzione diretta di responsabilità in solido con l’associazione.

2. La prassi relativa alla prestazione nello studio legale associato

Proprio per via della scarsità della disciplina, la prassi conosce associazioni professionali molto diverse tra loro.
Negli studi associati più semplici, i professionisti si limitano ad associarsi al fine di dividere le spese e gestire congiuntamente i proventi della propria attività secondo parametri variamente stabiliti (percentuali fisse, partecipazioni alla singola pratica, etc.).
All’estremo opposto, vi sono studi associati di grandi dimensioni nei quali i professionisti associati vestono prevalentemente i panni degli imprenditori ponendosi al vertice di organizzazioni aziendali vere e proprie, dotate di numerosi dipendenti e di costose attrezzature. Tra i due estremi ovviamente vi sono soluzioni intermedie.
La principale differenza tra i due tipi di associazione è nella titolarità del rapporto professionale nei confronti del cliente.

3. Gli orientamenti giurisprudenziali in merito alla prestazione nello studio legale associato

E’ stata la giurisprudenza, nel corso degli anni ad indicare i parametri per individuare il regime di titolarità del rapporto con il Cliente, individuando casi in cui non poteva che essere il singolo professionista pur facente parte dell’associazione, ed altri in cui era direttamente l’associazione professionale destinataria di diritto e obblighi.

3.1 Orientamento prevalente

L’attuale orientamento di legittimità sposa una posizione intermedia che non esclude né l’una n’è l’altra delle due possibilità. Sarà l’associazione ad essere titolare del rapporto, se gli accordi tra gli associati prevedono che lo studio stipuli per sé contratti e acquisti la titolarità di rapporti giuridici nei confronti dei terzi, anche se poi delegati ai singoli aderenti e da essi personalmente curati (Cass. del 12 luglio 2019 n. 18774).
In aggiunta a tale requisito di capacità, dovrà pure essere ben chiaro nel mandato che lo stesso viene conferito all’Associazione e non ad un singolo professionista. (conformi Cass. nn. 8538/2020, 3128/2016, 3420/2014, 15694/2011, 8853/2007).

3.2 Altri orientamenti

Un orientamento più estremo, considera lo studio professionale un’aggregazione di interessi, con capacità e titolarità di autonomi rapporti giuridici, con capacità di stare in giudizio in persona dei suoi componenti o di chi comunque ne abbia la rappresentanza legale sempre che il rapporto non necessiti “di particolari titoli di abilitazione di cui soltanto il singolo può essere in possesso (in senso conforme Cass. nn. 15694/2011, 17683/2010, 22439/2009, 24410/2006, 4628/1997 e da ultimo Cass. 10 aprile 2018 n. 8768).
L’orientamento ormai superato, sembra invece quello che non considera lo studio professionale beneficiario di legittimazione attiva nei confronti di terzi, riconosciuta esclusivamente ai singoli professionisti di cui si compone lo studio (Cass. nn. 15633/2006, 13142/2003; 79/1993 e 1405/1989)”.

4. Corollario sui doveri dell’Avvocato

Pertanto, quanto alla prestazione nello studio legale associato, dobbiamo tener presente che il professionista, pur avvalendosi di collaboratori, non potrà mai venir meno a specifici doveri.

4.1 Esecuzione

Pertanto, il professionista, pur avvalendosi di collaboratori, non potrà mai venir meno ai seguenti doveri:

  • risponderà sempre personalmente della corretta e diligente esecuzione dell’incarico assunto (art. 2232 c.c.);
  • l’esercizio della sua attività si fonderà sempre sull’autonomia e sull’indipendenza dell’azione professionale e del giudizio intellettuale (art. 3 L. 247/2012);
  • l’incarico per lo svolgimento dell’attività professionale rimarrà personale anche se conferito ad un avvocato che sia un componente di uno studio legale associato (art. 4 L.247/2012);
  • per effetto dell’accettazione dell’incarico l’avvocato ne assumerà responsabilità personale illimitata (art. 14 L. 247/2012).
4.2 Conseguenze

Da quanto detto discendono due conseguenze:
– qualsiasi obbligo di indole professionale e contrattuale (si pensi a titolo esemplificativo all’obbligo di informativa) graverà sull’avvocato a titolo esclusivo e personale;
-l’avvocato non potrà scaricare su terzi collaboratori le conseguenze patrimoniali dell’inadempimento di tali obblighi e ciò a prescindere se ne sia o meno l’”autore”, poichè, della prestazione professionale resa nello studio legale associato, il professionista ne risponderà sempre personalmente.

5. Conclusioni

È la stessa Cassazione di cui sopra con ordinanza del 12 luglio 2019 n. 18774 (confermata dai precedenti Cass. nn. 26067/17; 4268/16; 15417/016, 15694/011, 17683/010, 22439/09), d’altronde, che prevede, ferma la personalità della prestazione, la possibilità che la cura dei singoli rapporti con i clienti possa essere delegata ad altri soggetti facenti parte dell’associazione. D’altra parte i numeri di chi esercita la professione forense sono aumentati vertiginosamente. Ma come sappiamo, ad ogni crescita si accompagna sempre anche una certa evoluzione, e quella tra le più interessanti che ha investito la professione forense è senz’altro il cambiamento organizzativo della stessa che oggi può assumere molteplici forme giuridiche, tra cui proprio quella dello studio associato.