Corte di Giustizia UE, Prima Sezione, sentenza 19 luglio 2017, causa C-143/16

Non viola il principio di parità di trattamento una norma che consenta al datore di lavoro di risolvere il contratto di lavoro intermittente per intervenuti limiti di età previsti dalla legge, in quanto persegue attraverso un mezzo appropriato finalità legittime di politica del mercato del lavoro

La Corte di Giustizia ha ricevuto una domanda di pronuncia pregiudiziale che verte sull’interpretazione dell’articolo 2, paragrafo 1, dell’articolo 2, paragrafo 2, lettera a), e dell’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro (GU 2000, L 303, pag. 16), nonché dell’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
La domanda era stata proposta nell’ambito di una controversia in merito alla risoluzione del contratto di lavoro intermittente, avvenuta in base al solo motivo che il ricorrente aveva compiuto 25 anni.
L’art. 34 comma 2 del d.lgs. 276/2003, applicabile ratione temporis al caso in esame, poi ripreso e sostituito dall’art. 13 del d.lgs. 81/2015, prevede infatti che «il contratto di lavoro intermittente può in ogni caso essere concluso con soggetti con più di cinquantacinque anni di età e con soggetti con meno di ventiquattro anni di età, fermo restando in tale caso che le prestazioni contrattuali devono essere svolte entro il venticinquesimo anno di età» (art. 13, d.lgs. 81/2015: «Il contratto di lavoro intermittente può in ogni caso essere concluso con soggetti con meno di 24 anni di età, purché le prestazioni lavorative siano svolte entro il venticinquesimo anno, e con più di 55 anni»).
Secondo la Corte non v’è violazione della parità di trattamento. Infatti «l’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea nonché l’articolo 2, paragrafo 1, l’articolo 2, paragrafo 2, lettera a), e l’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, devono essere interpretati nel senso che essi non ostano ad una disposizione, quale quella di cui al procedimento principale, che autorizza un datore di lavoro a concludere un contratto di lavoro intermittente con un lavoratore che abbia meno di 25 anni, qualunque sia la natura delle prestazioni da eseguire, e a licenziare detto lavoratore al compimento del venticinquesimo anno, giacché tale disposizione persegue una finalità legittima di politica del lavoro e del mercato del lavoro e i mezzi per conseguire tale finalità sono appropriati e necessari».