Per “circolazione dei veicoli”  deve intendersi “qualsiasi uso di un veicolo che sia conforme alla funzione abituale dello stesso”. Così in una recentissima pronuncia (C-162/13 del 4/09/2014)  della terza sezione della Corte di Giustizia Europea, che chiarisce la portata della tutela delle vittime di incidenti causati da veicoli.

1. I fatti di causa

Il caso di cui è investita la corte di Lussemburgo riguarda il risarcimento del danno ad un soggetto caduto da una scala a seguito dell’urto di un trattore munito di rimorchio che effettuava manovra di retromarcia all’interno di un cortile di una casa colonica.

2. Le precisazioni della Corte

La CGUE spiega preliminarmente la nozione di “veicolo” precisando che per questo debba intendersi “qualsiasi autoveicolo destinato a circolare sul suolo e che può essere azionato da una forza meccanica senza essere vincolato ad una strada ferrata, nonché i rimorchi, anche non agganciati”.

La Corte puntualizza altresì la definizione di “circolazione dei veicoli” – ribadendo come tale nozione non possa essere nella disponibilità dei singoli stati membri-  ed affermando che con suddetta espressione debba intendersi “qualsiasi uso di un veicolo che sia conforme alla funzione abituale dello stesso”.

Nessun rilievo è stato attribuito alla natura dei luoghi ove si sono svolti i fatti e, cioè, alla circostanza che l’investimento sia avvenuto in area privata.

3. Le conclusioni

3.1 La funzione abituale del veicolo

Stanti queste premesse – a parere della Corte – se ne dovrebbe concludere che il legislatore europeo abbia voluto, per così dire, ampliare la portata della copertura  RC auto non escludendo mai dalla tutela accordata le persone lese da un incidente causato da un veicolo in occasione del suo uso, purché  conforme alla funzione abituale del veicolo medesimo.

3.2 La circolazione in area privata

In particolare, per quanto riguarda la nostra giurisprudenza, con l’applicazione del principio potrebbe risultare superata l’esclusione dalla copertura per i fatti avvenuti in area privata non aperta alla circolazione dei veicoli.

3.3. Il rafforzamento della tutela delle vittime

Sembra tuttavia opportuno evidenziare che una interpretazione estensiva del concetto di circolazione, che da un lato rafforza la tutela delle vittime, dall’altro potrebbe anche comportare un incremento dei costi per le Compagnie.

4. La massima:

L’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 72/166/CEE del Consiglio, del 24 aprile 1972, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in fatto di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e di controllo dell’obbligo di assicurare tale responsabilità, deve essere interpretato nel senso che rientra nella  nozione di «circolazione dei veicoli» qualunque uso di un veicolo che sia conforme alla sua funzione abituale.

Potrebbe dunque rientrare in detta nozione la manovra di un trattore nel cortile di una casa colonica per immettere in un fienile il rimorchio di cui è munito, com’è accaduto nel procedimento principale, è questo l’aspetto  che dovrà verificare il giudice del rinvio.”