Le Sezioni Unite, accogliendo la tesi prospettata da FGA, hanno risolto il contrasto giurisprudenziale sull’ammissibilità della costituzione di una servitù di parcheggio, affermando il seguente principio di diritto: “In tema di servitù, lo schema previsto dall’art. 1027 c.c. non preclude la costituzione, mediante convenzione, di servitù avente ad oggetto il parcheggio di un veicolo sul fondo altrui purché, in base all’esame del titolo e ad una verifica in concreto della situazione di fatto, tale facoltà risulti essere stata attribuita come vantaggio in favore di altro fondo per la sua migliore utilizzazione e sempre che sussistano i requisiti del diritto reale e in particolare la localizzazione”.

Con tale decisione, la Cassazione ha aderito all’orientamento dottrinale che, facendo leva sul principio di autonomia negoziale, riconosce la possibilità di costituire tale tipologia di servitù nell’ipotesi in cui sussista il triplice requisito della immediatezza, inerenza e vicinanza; ma anche al più recente orientamento di legittimità che a partire dalla sentenza Cass. civ. 6 luglio 2017, n. 16698, ha ritenuto lo schema previsto dall’art. 1027 c.c. non preclusivo di tale possibilità, a condizione che, in base all’esame del titolo e ad una verifica in concreto della situazione di fatto, tale facoltà risulti attribuita come vantaggio per la migliore utilizzazione del fondo dominante.