La valutazione sulla leggibilità della firma di traenza esula da un giudizio tecnico che potrebbe dare un grafologo (Tribunale di Rovigo, 11 giugno 2009)

Si segnala interessante pronuncia del Tribunale di Rovigo che, con sentenza n.281 dell’11 giugno 2009, ha rigettato la domanda di accertamento di responsabilità e di condanna al risarcimento dei danni dell’istituto di credito e del Notaio per il protesto levato nei confronti del titolare del c\c bancario che aveva denunciato il furto\smarrimento del libretto degli assegni.
Il giudizio era stato instaurato da un correntista che sosteneva la leggibilità della firma apposta per l’emissione del titolo da parte di ignoti, e l’erroneità del protestato laddove il destinatario della levata doveva essere il firmatario (ancorché fittizio).
Il Tribunale di Rovigo, accogliendo le eccezioni dell’istituto di credito e del Notaio, nel merito ha valutato come illeggibile la firma apposta sul titolo al momento della sua emissione ed ha pertanto confermato la legittimità dell’utilizzo della causale 35 della Circolare del Ministero  dell’Industria del Commercio e dell’Artigianato n. 3512\c del 30\04\01 per l’individuazione del destinatario del protesto.
In particolare rigettava la richiesta di CTU grafologica sulla sottoscrizione, per accertarne la leggibilità rilevando “..esula da un giudizio tecnico che potrebbe dare un grafologo, essendo evidente che la leggibilità o meno di un nome debba essere evidente con regole di ordinaria diligenza e comune esperienza, non potendo ricondursi tale giudizio ai criteri utilizzati dai periti grafici per gli accertamenti che normalmente loro competono. Il criterio di leggibilità deve essere quindi quello che possono avere utilizzato i funzionari della banca ed il Notaio che ha redatto il protesto per decidere a quale causale ricondurre il protesto stesso e non si può che concordare con il loro giudizio circa la illeggibilità del nominativo della firma di traenza.”
Per un più completo quadro delle ipotesi di utilizzo delle causali previste dalla Circolare n. 3512\c del 30\04\01 citata appena sopra, e dell’orientamento della giurisprudenza di merito su di alcune della causali, si richiama quanto riportato in “Il Corriere del Merito, n. 12\08, pag. 1261, con nota a Tribunale di Ancona del 14 Luglio 2008 dell’Avv. Michele Sprovieri”.