ROMA, HOTEL PARCO DEI PRINCIPI : “ORGANIZZAZIONE, GESTIONE DEI RISCHI, RESPONSABILITÀ CIVILE E ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA: UNA SFIDA PER IL FUTURO DELL’AVVOCATURA” ORGANIZZATO DA ASLA E ISJAM

Quarta Sessione: Tavola rotonda
“La gestione assicurativa dei rischi: le previsioni del decreto ministeriale e le risposte del mercato”

Trascrizione degli interventi dei partecipanti (sottoposta a loro approvazione):

Modera: Dott. Giorgio Moroni Professional Services Speciality Director e Consigliere di Amm.ne AON S.p.A.
Sono Intervenuti:
Dott. Michele Corbo Head of Property and Casualty Retail No Motor Generali Italia;
Dott. Domenico D’Alfio, Professional Indemnity Practice Leader, Mediterranean Region, Allianz Global Corporate & Specialty;
Dott. Mauro Semenza, Underwriting Director Financial Lines Dual Italia S.p.A.- Arch Insurance Company Europe;
Dott. Ugo Serena, Advising Senior Casualty Underwriter Munich Re;
Dott. Luca Vai, Financial Line Underwriter QBE Onsurance (Europe) Rappresentanza Generale per l’Italia;
Dott. Alberto Valle, Direzione Beni e Patrimonio, Responsabile RCG e Aeronautica Reale Mutua;
Dott. Andrea Vernocchi, Professional Indemnity Underwriter Financial Lines XL CATLIN
Dott. Walter Villa, Professional Indemnity Manager South Europe, PI Product Leader – Financial Lines AIG Property Casualty AIG Europe Limited, Rappresentanza Generale per l’Italia;

Introduzione del Dr. Giorgio Moroni (Professional Services Speciality Director AON):
Nonostante il DM che ha stabilito i termini essenziali della copertura assicurativa della professione forense abbia alzato di molto l’asticella delle condizioni normative, il mercato della responsabilità professionale della professione forense è composto da almeno una quindicina di compagnie, quindi nel caso degli avvocati siamo in presenza di una offerta vasta e fiorente; ciò che tuttavia continua a gravare sul sistema dell’assicurazione obbligatoria in Italia è l’imposta di legge sulla assicurazione (pari a circa un quarto del premio, il 22,25%), che è quasi una finanziaria occulta, considerando che riguarda l’assicurazione di oltre 1.800.000 professionisti in Italia, una massa di premi ingente, e che è l’imposta sulle assicurazioni più alta al mondo.
La discussione sulla validità della polizza claims made (anche con riferimento alla recente Sentenza di Cassazione rel. Rossetti) è invece un tema che andrebbe archiviato, in quanto è lo stesso legislatore ad aver recentemente individuato, con una legge primaria come la 24/2017 –la cosiddetta Legge Gelli-, nell’impianto claims made il modello di copertura da utilizzare nella stipula delle coperture di rc professionale.
Rispetto all’obbligo assicurativo di altri paesi (es. UK – responsabilità dei solicitors) non è prevista dal DM la copertura assicurativa dei sinistri realizzati con dolo del professionista, che è vietata dal nostro ordinamento: si potrebbe quindi integrare in futuro il sistema di tutela con la costituzione di un fondo di garanzia a protezione dei clienti (sull’es. di quanto previsto dalla Legge Notarile).
La discussione tra i partecipanti alla tavola viene promossa con la proposizione di due quesiti relativi a due argomenti:
A)  Se il decreto attuativo del Settembre 2017 ha introdotto obblighi assicurativi compatibili con l’offerta e la capacità delle Compagnie;
B)  Se le condizioni indicate nel DM sono sufficienti a realizzare una tutela effettiva degli interessi del cliente o se vi sono ulteriori garanzie, nella disponibilità dei mercati rappresentati, in grado di integrare la normativa “ministeriale” chiarendo eventuali aree grigie o annullando potenziali “buchi di copertura”.

Per il Dr. Michele CORBO (GENERALI ITALIA SpA), i requisiti minimi delle coperture Rc Professionali degli Avvocati, introdotte dal DM pubblicato lo scorso settembre, rendono la copertura assicurativa più completa rispetto a quella di altre professioni; occorrerà conoscere quali saranno i requisiti minimi individuati per la copertura rc professionale per il personale sanitario. La  retroattività illimitata consentirà di fornire una copertura effettiva a tutti gli studi italiani; l’ultrattività rappresenta una ulteriore tutela per gli Avvocati; la copertura dovrà prevedere l’operatività della copertura ai danni patrimoniali e non. Le Compagnie dovranno analizzare attentamente l’atteso aumento di frequenza dei sinistri, stante l’operatività della retro illimitata che potrà determinare un sensibile impatto economico nella gestione dei rischi. Generali offre coperture che recepiscono i requisiti ministeriali e le richieste di adeguamento delle polizze vigenti già pervenute da parte degli avvocati evidenzia una loro consapevolezza circa l’importanza di avere una copertura adeguata ai rischi della professione. Sarà poi necessaria la sottoscrizione della polizza infortuni, anch’essa obbligatoria.
Il Dr. Ugo SERENA (MUNICH RE), dal punto di vista di un riassicuratore, evidenzia che la rc avvocati negli anni ha manifestato un andamento della gestione da parte delle diverse Compagnie con risultati molto diversificati (alcuni con profitto, altri in perdita); il rischio professionale dell’avvocato è complesso e le situazioni molto divergenti (si va dall’esercizio artigianale a quello imprenditoriale), rispetto a quello di altre categorie. Per quanto sopra, le condizioni previste (retroattività illimitata, non opponibilità delle franchigie, illiceità del recesso anticipato, ultrattività decennale, responsabilità solidale anche nel caso di cariche sociali) necessitano un approccio diverso rispetto a quello utilizzato per i rischi (sinistri) di massa. Occorrerà che gli assicuratori analizzino l’attività degli studi da assicurare, diversificare le tariffe, introdurre nuovi parametri e criteri di loss evaluation e loss prevention. Se è vero che c’è stato un cambiamento normativo, analogo cambiamento è rilevabile anche nel modo di esercitare la professione forense: è quindi necessaria una maggiore professionalità e attenzione nell’analisi del rischio.
Secondo il Dr. Domenico D’ALFIO (ALLIANZ AGCS), le Compagnie stavano già realizzando prodotti conformi alle condizioni attuative, perché quelle indicate non erano del tutto nuove ma presenti nelle offerte del mercato assicurativo: la copertura del danno patrimoniale e non patrimoniale, la responsabilità solidale, ad esempio, erano già previste nella garanzia di altre categorie professionali.
Sono invece alcune situazioni che restano scoperte: ad esempio la responsabilità per dolo del domiciliatario (copertura esclusa dalla sua polizza professionale, dev’essere ricompresa da quella del dominus, con opportunità di esercitare rivalsa nei confronti del primo); ma pure la garanzia postuma dev’essere esaminata con attenzione sia differenziando la cessazione dall’esercizio dalla radiazione o sospensione), sia  consigliando ai giovani che cambiano attività lavorativa, di mantenere la copertura assicurativa per la professione forense esercitata in passato. La politica di AGCS da tempo è quella di sostenere e promuovere l’attività di prevenzione del rischio nella gestione delle  polizze di rc professionale.
Per il Dr. Andrea VERNOCCHI (XL CATLIN), invece la loss prevenction è difficile da realizzare sulle polizze di tipo retail; la stipula on line non consente di acquisire dati sufficienti mentre occorrerebbe l’acquisizione di più dati possibili per analizzarli, confrontarli e offrire un pricing conferente. Tra l’altro, la competizione tra una quindicina di compagnie nel mercato della rc avvocati, porterà all’abbassamento dei prezzi delle polizze che potrebbero portare discapito alla qualità del servizio.  E’ invece evidente la difficoltà nell’acquisizione di dati:  in caso di sinistro, alla domanda se sono stati posti in essere accorgimenti per la mitigazione dell’errore commesso, gli assicurati non hanno risposto o hanno risposto negativamente. E’ difficile, quindi, per gli assicuratori porre in essere correttivi sul rischio: gli avvocati non hanno procedure (tranne grandi studi organizzati) e c’è un mercato molto diversificato.
Il Dr. Mauro SEMENZA (DUAL ITALIA – Arch Insurance Company Europe), sostiene che il Decreto tutela non solo i clienti ma anche il patrimonio degli avvocati; l’utilizzo delle condizioni essenziali consente la copertura effettiva del rischio.
E’comunque importante pure che il pricing resti adeguato. Se è vero che retroattività illimitata e copertura della responsabilità solidale sono caratteristiche imprescindibili della polizza, assumerà importanza anche la quotazione del premio.
Tuttavia ciò che risulterà determinante – secondo DUAL – più che i testi di polizza, sarà la qualità del servizio fornito dalle Compagnie perché saranno competenza e professionalità a distinguere le coperture offerte dai players.
Secondo il Dr. LUCA VAI (QBE ITALIA), l’introduzione dell’obbligo assicurativo non dev’essere inteso dall’avvocato come imposizione o tassa, bensì come un servizio offerto dall’Assicuratore che culmina con la gestione di eventuali sinistri, momento in cui si da prova effettivamente della qualità del servizio/prodotto offerto da ciascuna compagnia assicurativa. La competitività tra le imprese assicuratrici determinerà un abbassamento dei premi (stariffazione) in un primo momento e quindi occorrerà trovare un equilibrio nel tempo, durante il percorso intrapreso congiuntamente da assicuratore e assicurato, tra il costo di ciascun prodotto e le condizioni contrattuali con esso offerte.
Per il Dr. Alberto VALLE (REALE MUTUA), le condizioni previste dal decreto consentiranno di offrire una polizza molto performante, per le attività legali tipiche; tuttavia per altri incarichi, ad es. quelli di natura giudiziaria o per la curatela, non sono previste clausole essenziali ma dovranno lo stesso essere tenute in considerazione per offrire al mercato una polizza completa.  Segnala che a Reale Mutua interessa maggiormente proporre ai propri assicurati – piuttosto che possibili migliorie al testo di polizza adeguandolo alle condizioni del decreto – una gestione con forme di risk management. E la risposta è positiva perché gli avvocati così coltivano la prospettiva di avere più opportunità di provare di non avere commesso errori.
Secondo il Dr. Walter VILLA (AIG), i nuovi requisiti di legge sembrano ampliare significativamente il perimetro della copertura, tuttavia è ragionevole pensare che almeno i principali assicuratori saranno in grado di allinearsi.  Le condizioni proposte dal Decreto sembrano consentire un’ampia tutela e, una polizza assicurativa strutturata in conformità con lo stesso, può fornire una copertura adeguata. Tuttavia occorre prestare attenzione al fatto che, pur in presenza di una copertura conforme ai requisiti espressamente richiesti, potrebbero essere presenti altre condizioni (ad esempio una definizione di sinistro che non consenta di denunciare le circostanze, importi eccessivi delle franchigie) tali da ridurre la portata della polizza.

Dr. Giorgio MORONI:
Tra le condizioni essenziali di polizza il legislatore ha inserito la rinuncia alla facoltà di recesso da parte dell’assicuratore, mentre le polizze di rc professionale sono di durata annuale, spesso senza tacito rinnovo. Il quesito è:
C)  Come risolvere nel tempo il potenziale conflitto tra la durata annuale delle polizze di rc professionale (che è un periodo relativamente breve) e la rinuncia alla facoltà di recesso da parte dell’assicuratore.

Il Dr. Michele CORBO, riferisce che le indicazioni che oggi provengono dal Decreto, come la rinuncia alla facoltà di recesso, erano state introdotte da Generali sin dal 2001, nella convenzione stipulata con la Cassa di Presidenza Forense.
In molte coperture di RC professionale dedicate al mondo dei professionisti si rileva la presenza di contratti RC Professionale senza tacito rinnovo che creano incertezza nei professionisti anche se trattasi di situazioni isolate.
Andrebbero avviate delle riflessioni in merito alla declinazione di tariffe che non prevedono l’aggiornamento del premio alla ricorrenza annuale in funzione dell’andamento tecnico del rischio ovvero delle variazioni di fatturato del professionista.  Per un Assicurato è importante avere la garanzia del tacito rinnovo del contratto e di conoscere già all’atto del perfezionamento dello stesso quali saranno le conseguenze alle quali va incontro nel caso in cui il rischio sia colpito da un sinistro.
Per il Dr. Ugo SERENA, il recesso dalla polizza da parte dell’assicuratore non era e non è concepibile in un sistema in cui l’oggetto dell’attività dell’assicurazione è la liquidazione dei sinistri, e forse anche per questo è stato comunque poco praticato; la durata pluriennale dei contratti invece potrebbe comportare problemi in quanto i sinistri da rc professionale non sono di massa e quindi quanto più lo studio legale è di grandi dimensioni, tanto più la garanzia dev’essere di durata limitata in modo da poter consentire le valutazioni sul rischio che cambia nel tempo (un po’ come accade nella responsabilità delle case farmaceutiche nella rc prodotti).
Per Domenico D’ALFIO, la previsione di un tacito rinnovo della polizza è utile solo nella copertura retail; ma dove la polizza è collettiva o la copertura riguarda grandi studi, è invece opportuna una verifica periodica del rischio per poter riequilibrare la situazione alla scadenza. D’altra parte nell’ipotesi in cui un professionista che abbia avuto più sinistri si trovasse in scadenza di polizza, se effettivamente la pluralità di offerta degli operatori del mercato di cui si parla fosse concreta, non ci dovrebbero essere difficoltà a trovare una soluzione che trovi il giusto equilibrio tra domanda e offerta. Ma di certo nel caso in cui un professionista commetta un errore gravissimo (ad esempio un chirurgo, nel caso di un errore che abbia portato al decesso del paziente), l’interesse si incentrerebbe sull’opportunità di una sua possibile radiazione o dall’allontanamento dalla sua attività, e non sulla necessità di copertura assicurativa. Ovviamente gli ultimi due sono esempi provocatori ma che vogliono evidenziare alcune criticità che possono derivare dalla disposizione normativa.
Anche al Dr. Andrea VERNOCCHI, risulta che il recesso in caso di sinistro sia poco utilizzato dagli assicuratori e solo per esigenze di gestione (non per sinistrosità); lo scarso utilizzo è anche dovuto al fatto che in rc professionale il danno è lungo latente (e necessita anche di un periodo altrettanto lungo di accertamento).  Ritiene invece più importante una verifica della presenza effettiva della Compagnia sul mercato della rc professionale avvocati, perchè in caso di uscita e di successivo sinistro ci si troverebbe in difficoltà. D’altra parte se le stipule individuali hanno connaturata la caratteristica di una durata annuale, le polizze con durata pluriennale sono caratterizzate dalla possibilità di acquisizione di dati maggiori e quindi la lunga durata si può ritenere più conveniente per l’assicuratore.
Il Dr. Mauro SEMENZA ribadisce che diritto di recesso anche in passato è stato raramente utilizzato; né si può dire che un sinistro sia di ostacolo al rinnovo o alla stipula di nuova polizza. Anzi si deve dire che la bravura di un assicuratore stia nello stipulare una polizza anche in presenza di sinistri pregressi. Le statistiche della Compagnia (DUAL per ARC) riportano un mancato rinnovo solo nella minima percentuale del 1,5%.
Per il Dr. Luca VAI la clausola di rinuncia all’esercizio della facoltà di recesso va considerata favorevolmente per l’assicurato; Essendo un mercato ancora giovane, che necessiterà in futuro della raccolta di dati e andamenti, riteniamo corretto per le prima annualità il monitoraggio degli andamenti e le valutazioni assuntive fatte anno per anno sugli assicurati. Questo comporterà una collaborazione tra assicurato e assicuratore al fine di rendere più rapido possibile il processo di rinnovo. Solo in un secondo momento il rinnovo automatico (o c.d. Tacito rinnovo) sarà una soluzione sostenibile e vantaggiosa per le parti coinvolte.
Il Dr. Alberto VALLE è favorevole all’inserimento della clausola indicata dal decreto, perchè il mancato rinnovo per il verificarsi di un sinistro comporterebbe un problema per l’assicurato; la copertura pluriennale derivante da convenzione è infatti di certo per lui più vantaggiosa.  La scelta di una durata pluriennale può anche essere legata (come è stato per Reale Mutua) alla scelta di consentire annualmente il ricalcolo del premio a seconda del fatturato prodotto. Se, come sembra, il DdL Concorrenza manterrà l’attuale testo con l’inserimento tra le previsioni obbligatorie dei testi di polizza per i professionisti la condizione del tacito rinnovo, anche l’argomento della rinuncia alla facoltà di recesso sarà definitivamente superata.
Anche il Dr. Walter VILLA concorda, come tutti, sulla modesta utilità della clausola di rinuncia al diritto di recesso per sinistro, che non sarà sufficiente a evitare la possibilità che un professionista non sia in grado di reperire copertura: per in assenza del diritto di recesso, l’assicuratore potrebbe decidere di non rinnovare il contratto alla scadenza (ad esempio in caso di forte sinistrosità). Sarà fondamentale la disponibilità della compagnia a offrire la continuità della copertura, eventualmente rivedendo le condizioni del contratto.

Dr. Giorgio MORONI:
L’offerta da parte del mercato è attualmente rappresentata da varie convenzioni proposte dalla Cassa Avvocati, da alcuni Consigli territoriali, mentre il CNF pubblicherà una gara europea per una convenzione; l’acquisto su base individuale da parte degli avvocati quindi andrà diminuendo e ci sarà un allineamento delle condizioni offerte dalle varie Compagnie almeno a livello di premio.
D)  Quali clausole potranno tendenzialmente diversificare l’offerta di una Compagnia rispetto ad un’altra?

Secondo il Dr. Walter VILLA, il decreto dovrebbe portare ad un innalzamento complessivo della qualità delle coperture. Ci si può ragionevolmente aspettare che le soluzioni offerte dai principali players possano essere replicate o avvicinate dai competitors che intendono rimanere o entrare sul mercato. Per quanto concerne AIG, la compagnia era in grado di offrire condizioni analoghe a quelle richiesta della nuova normativa già prima dell’entrata in vigore dell’obbligo assicurativo.
Per Il Dr. Alberto VALLE una copertura decennale sarebbe più che sufficiente, secondo l’esperienza di Reale Mutua; il clienti sono storici ed una eventuale inadeguatezza di tale durata temporale sarebbe stata rilevata; una differenziazione nell’offerta potrà riguardare la copertura delle attività specifiche dello studio legale. Per quanto riguarda Reale Mutua tutte le informazioni raccolte vengono utilizzate per meglio adattare il premio, come ad es. l’età del professionista, la provincia di appartenenza, un esercizio della professione appena iniziato.
Anche il Dr. LUCA VAI ritiene che l’obbligo assicurativo introdotto finisce con l’appiattire le caratteristiche delle polizze dei diversi assicuratori verso un modello unico. La differenziazione ci sarà sulla qualità del servizio: gli avvocati dovranno rivolgersi a interlocutori con esperienza e dati statistici in questo settore. Tuttavia ci vorranno almeno 3 anni per raccogliere i dati e meglio valutare gli effetti dell’obbligo per meglio affrontare il mercato con i broker ed i professionisti.
Il Dr. Mauro SEMENZA è d’accordo nella considerazione che vi sarà difficoltà pro futuro nel trovare elementi che possano distinguere le polizze delle diverse compagnie. Il professionista per evitare di trovarsi scoperto in qualche settore della sua attività invece dovrebbe stipulare una polizza all risk. Per quel che riguarda DUAL il tacito rinnovo è applicato ormai da tempo e viene tollerato anche l’aumento di fatturato se contenuto entro certi limiti. La polizza ideale dovrà essere chiara e trasparente, con clausola di denuncia delle circostanze note, in modo da evitare di trovarsi vincolati alla stipula sempre con il medesimo assicuratore. Ad esempio il professionista che si trovasse a non avere rispettato una scadenza processuale dovrà denunciare tale circostanza in vigenza di polizza per evitare un domani di trovarsi scoperto sul sinistro.
Per il Dr. Andrea VERNOCCHI, tutte le clausole di cui si sta discutendo erano già tra le offerte dal mercato della rc di altre professioni. La copertura ultra decennale potrebbe oltre che risultare inutile, difficile da gestire da parte dell’assicuratore.
Ed infatti si dovrà considerare che la Compagnia dovrà essere presente sul mercato anche dopo i dieci anni dalla stipula. Per verificare i risultati dell’introduzione dell’obbligo ci vorrà, comunque, qualche anno.
La differenziazione non potrà che riguardare la reputazione di serietà della compagnia, la sua solidità finanziaria, dalla presenza di un ufficio sinistri, dalla sua specializzazione nella rc professionale.
Il Dr. Domenico D’ALFIO, ritiene che attualmente non ci sia modo di valutare se una polizza con retroattività superiore ai dieci anni sia utile, occorrerà verificare i dati tra qualche anno. Anche per AGCS l’entrata in vigore dell’obbligo renderà le polizze uniformi. La differenza la faranno l’inserimento delle clausole accessorie. Per esempio la clausola di tutela per danni cyber o per quelli derivanti dall’inosservanza della normativa privacy dal 2018.
Secondo il Dr. Ugo SERENA: Le differenze di offerta che potranno presentarsi non riguarderanno il testo della polizza ma il pricing, la qualità del servizio reso dalla compagnia, il numero di risorse dedicate, i tempi di liquidazione del sinistro, il rapporto qualità prezzo.
Il Dr. Michele CORBO, nel riportare l’esperienza di Generali, evidenzia che la previsione di ultrattività decennale dovrebbe bastare, considerato che la durata media di tre gradi di giudizio è di 12 anni circa. Una durata superiore ai dieci anni invece potrebbe determinare un aumento del premio. Il Decreto è abbastanza completo anche se manca la previsione per alcune attività che effettivamente non tutti gli avvocati svolgono (es. curatore fallimentare e quant’altro). Leggendo la polizza base il professionista dovrà chiedere al proprio assicuratore la copertura per le sue attività peculiari e dovrà verificare la competenza e la presenza sul territorio della compagnia attraverso le sue agenzie in grado di offrire la necessaria assistenza sia nel processo di vendita, sia nel post vendita. Il pricing sarà importante nella scelta dell’Assicuratore ma altrettanta attenzione dovrà essere prestata alla portata delle garanzie e al livello di assistenza che le varie Compagnie saranno in grado di fornire anche in caso di sinistro con efficienti strutture di liquidazione presenti sul territorio.

L’Avv. Marco FERRARO, è intervenuto in coda al dibattito precisando che dalla discussione tra gli assicuratori emerge la necessità che vi sia un dialogo, tra professionista e Compagnia, quanto più approfondito possibile.
La segmentazione dei rischi e la maggiore qualità come elemento distintivo dell’offerta sono sicuramente apprezzabili. Ma per analizzare il rischio attuale occorre tener presente che la sua valutazione è diversa da dieci anni fa, e che quindi anche le categorie di rischio sono diversificate rispetto al passato.
Non tutti gli avvocati, poi, sono in grado di comprendere le condizioni che vengono loro proposte perché la materia assicurativa non è trattata da tutti (e quindi necessitano di una consulenza seria e competente nella scelta della copertura).
Occorre approfondire il valore e la pericolosità di ogni singolo rischio nella sua concretezza, perché i sinistri si pesano e non si contano: un sinistro isolato potrebbe valere economicamente molto di più di una pluralità di sinistri dello stesso assicurato.