“Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e l’efficienza degli uffici giudiziari” (G.U. serie generale n. 144 del 24.06.2014) entrato in vigore il 25.06.2014

Appalti Pubblici –Authority –Vigilanza –Commissariamenti – Varianti in corso d’opera.

L’intervento

I recenti scandali legati agli appalti Expo a Milano e Mose a Venezia hanno spinto il legislatore ad intervenire in materia per garantire un miglior livello di certezza giuridica, correttezza e trasparenza nelle relative procedure.

Ad occuparsene è stato il Decreto Legge 24 giugno 2014 n. 90, “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e l’efficienza degli uffici giudiziari” (GU serie generale n. 144 del 24.06.2014), in vigore dal 25.06.2014.

In particolare:

  •  il Titolo III: “Misure urgenti per l’incentivazione della trasparenza e correttezza delle procedure nei lavori pubblici”, che si occupa delle misure di controllo preventivo (capo I) e delle misure relative all’esecuzione di opere pubbliche (capo II);
  • il Titolo IV, che semplifica la partecipazione alla gare pubbliche e contiene una serie di norme volte allo snellimento del processo amministrativo ed a sanzionarne l’abuso per meri fini dilatori.

L’art. 19


E’ stata in primo luogo soppressa l’Avcp (L’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, servizi e forniture) i cui poteri sono stati trasferiti all’ Autorità nazionale anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza (Anac).

Il comma 2

Recita l’art 19 comma 2. “I compiti e le funzioni svolti dall’ Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture sono trasferiti all’ Autorità nazionale anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza (ANAC), di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, che è ridenominata Autorità nazionale anticorruzione.

Il comma 3

Il Presidente dell’ Autorità nazionale anticorruzione, entro il 31 dicembre 2014, presenta al Presidente del Consiglio dei ministri un piano per il riordino dell’ Autorità stessa, che contempla:

  1.  il trasferimento definitivo delle risorse umane, finanziarie e strumentali, necessarie per lo svolgimento delle funzioni di cui al comma 2;
  2. la riduzione non inferiore al venti per cento del trattamento economico accessorio del personale dipendente, inclusi i dirigenti;
  3. la riduzione delle spese di funzionamento non inferiore al venti per cento”.

La soppressione dell’Avcp comporterà, dunque, un trasferimento sia di risorse che di competenze a favore dell’Anac.

Sarà però in ogni caso necessaria una riduzione delle spese di funzionamento non inferiore al 20%.

Nel contempo l’Anac è stata potenziata, ed accanto quelli prima prerogativa dell’Acvp, sono stati previsti nuovi poteri sanzionatori e di commissariamento dei singoli appalti sospetti.

Il comma 5

Recita in proposito il 5 comma:
In aggiunta ai compiti di cui al comma 2, l’Autorità nazionale anticorruzione:

  1. riceve notizie e segnalazioni di illeciti, anche nelle forme di cui all’Art. 54-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
  2. salvo che il fatto costituisca reato, applica, nel rispetto delle norme previste dalla legge 24 novembre 1981, n. 689, una sanzione amministrativa non inferiore nel minimo ad euro 1.000 e non superiore nel massimo a euro 10.000, nel caso in cui il soggetto obbligato ometta l’adozione dei piani triennali di prevenzione della corruzione, dei programmi triennali di trasparenza o dei codici di comportamento”.

L’art. 32

La norma più delicata e controversa è quella prevista dall’art. 32 rubricato “Misure straordinarie di gestione, sostegno e monitoraggio di imprese nell’ambito della prevenzione della corruzione”.

La stessa prevede il commissariamento di aziende coinvolte in indagini sulla corruzione o altri delitti contro la Pa, toccando da vicino il tema della libertà di impresa.

La ratio

La ratio, più volta enunciata da Matteo Renzi e dal Presidente Anac Raffaele Cantone, è garantire la continuità dei lavori ed escludere dagli appalti le aziende che non possano offrire determinate garanzie.

Nel concreto

Il commissariamento potrà realizzarsi tramite la sostituzione del soggetto coinvolto nelle indagini o con l’assunzione straordinaria della gestione diretta dell’impresa, ma sarà in ogni caso limitato alla completa esecuzione del contratto di appalto.

Art. 32: “ Nell’ipotesi in cui l’autorità giudiziaria proceda per i delitti di cui agli articoli 317 c.p., 318 c.p., 319 c.p., 319-bis c.p., 319-ter c.p., 319-quater c.p., 320 c.p., 322, c.p., 322-bis, c.p. 346-bis, c.p., 353 c.p. e 353-bis c.p., ovvero, in presenza di rilevate situazioni anomale e comunque sintomatiche sintomatiche di condotte illecite o eventi criminali attribuibili ad un’impresa aggiudicataria di un appalto per la realizzazione di opere pubbliche, servizi o forniture, il Presidente dell’ANAC, in presenza di fatti gravi e accertati anche ai sensi dell’articolo 19, comma 3, lett. del presente decreto, propone al Prefetto competente, alternativamente quanto segue.

Lo stesso può:

  1. di ordinare la rinnovazione degli organi sociali mediante la sostituzione del soggetto coinvolto e, ove l’impresa non si adegui nei termini stabiliti, di provvedere alla straordinaria e temporanea gestione dell’impresa appaltatrice limitatamente alla completa esecuzione del contratto d’appalto oggetto del procedimento penale;
  2. di provvedere direttamente alla straordinaria e temporanea gestione dell’impresa appaltatrice limitatamente alla completa esecuzione del contratto di appalto oggetto del procedimento penale.

Il ruolo del Prefetto

Il Prefetto, previo accertamento dei presupposti indicati al comma 1 e valutata la particolare gravità dei fatti oggetto dell’indagine, intima all’impresa di provvedere al rinnovo degli organi sociali.

Ciò avverrà sostituendo il soggetto coinvolto e ove l’impresa non si adegui nel termine di trenta giorni ovvero nei casi più gravi, provvede nei dieci giorni successivi con decreto alla nomina di uno o più amministratori, in numero comunque non superiore a tre, in possesso dei requisiti di professionalità e onorabilità di cui al regolamento adottato ai sensi dell’articolo 39, comma 1, del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270.

Il predetto decreto stabilisce la durata della misura in ragione delle esigenze funzionali alla realizzazione dell’opera pubblica oggetto del contratto”.

L’art. 37

Altra rilevante novità è quella prevista per eliminare quella che oggi è la causa principale di lievitazione dei costi dei progetti ossia le varianti in corso d’opera, che le stazioni appaltanti dovranno comunicare all’Anac, salvo solo il caso in cui derivino da modifiche legislative o errori ed omissioni progettuali.
Art 37: “Le varianti in corso d’opera di cui al comma 1, lettere b), c) e d) dell’articolo 132 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 sono trasmesse, unitamente al progetto esecutivo, all’atto di validazione e ad   apposita relazione   del   responsabile del procedimento, all’Autorità nazionale anticorruzione e   per   la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche entro trenta giorni dall’approvazione da parte della stazione appaltante per le valutazioni e gli eventuali provvedimenti di competenza.

La semplificazione

Il legislatore ha anche cercato di favorire la partecipazione alle gare pubbliche, semplificandone gli oneri formali di partecipazione.
La nuova disciplina, infatti, se da un lato prevede l’applicazione di una sanzione in capo alle imprese che abbiano consegnato la documentazione relativa ai requisiti di carattere generale incompleti o irregolari, dall’altro, laddove si tratti di irregolarità solo formali e non sostanziali, consente alle imprese di regolarizzare – entro il termine concesso dalla stazione appaltante- (comunque non superiore a 10 giorni) la documentazione.
La stessa disciplina si applica anche alle dichiarazione da rilasciarsi da parte di terzi (es: in caso di avvalimento).
Infine, viene specificato che, in conformità a quanto ritenuto dall’orientamento maggioritario dei giudici, quando si tratti di irregolarità non essenziali, ovvero di mancanza o incompletezza di dichiarazioni non indispensabili nessuna sanzione può essere applicata dalla stazione appaltante.

L’art. 39

Il comma 2 bis

Art 39: “2-bis. “La mancanza, l’incompletezza e ogni altra irregolarità essenziale delle dichiarazioni sostitutive di cui al comma 2 obbliga il concorrente che vi ha dato causa al pagamento, in favore della stazione appaltante, della sanzione pecuniaria stabilita dal bando di gara, in misura non inferiore all’uno per mille e non superiore all’uno per cento del valore della gara e comunque non superiore a 50.000 euro, il cui versamento è garantito dalla cauzione provvisoria.
In tal caso, la stazione appaltante   assegna   al concorrente un termine, non superiore a dieci giorni, perché siano rese, integrate o regolarizzate   le   dichiarazioni   necessarie, indicandone il contenuto e i soggetti che le devono rendere.

Nei casi di irregolarità non essenziali, ovvero di mancanza o incompletezza di dichiarazioni non indispensabili, la stazione appaltante non ne richiede la regolarizzazione, ne’ applica alcuna sanzione. In caso di inutile decorso del termine di cui al secondo periodo il concorrente è escluso dalla gara.

Ogni variazione che intervenga, anche in conseguenza di una pronuncia giurisdizionale, successivamente alla fase di ammissione, regolarizzazione o esclusione delle offerte non rileva ai fini del calcolo di medie nella procedura, ne’ per l’individuazione della soglia di anomalia delle offerte”. 

Il comma 1 ter

“All’articolo 46 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, dopo il comma 1-bis, e’ inserito il seguente: «1-ter. Le disposizioni di cui all’articolo 38, comma 2-bis, si applicano a ogni ipotesi di mancanza, incompletezza o irregolarità delle dichiarazioni, anche di soggetti terzi, che devono essere prodotte dai concorrenti in base alla legge, al bando o al disciplinare di gara”.
Infine, una serie di norme sono state previste al fine di snellire il processo amministrativo in materia di appalti che attualmente è il tipo di contenzioso amministrativo più elevato.
Sulla scia del precedente legislatore (che a tale scopo aveva introdotto un consistente aumento del contributo unificato) il nuovo Governo ha abbreviato i tempi della procedura.

Di seguito le novità

Si prevede: l’avvio entro 90 giorni della sperimentazione del processo amministrativo telematico, rito semplificato con possibilità di definizione della lite anche in sede cautelare, deposito della sentenza che definisce il giudizio entro 20 giorni dalla decisione.

Ha inoltre previsto che il giudice può condannare una parte al pagamento di una somma “equitativamente determinata” nel caso in cui il giudizio fosse da ritenersi manifestamente infondato.

L’art. 41

Art 41: “All’articolo 26   dell’allegato   1   (Codice   del  processo amministrativo) del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. al comma 1, in fine, è aggiunto il seguente periodo: “In ogni caso, il giudice, anche d’ufficio, può altresì condannare la parte soccombente al pagamento, in favore della controparte, di una somma equitativamente determinata, quando la decisione è fondata su ragioni manifeste”;
  2. al comma 2, dopo il primo periodo è inserito il seguente: “Nelle controversie in materia di appalti di cui agli articoli 119, lettera a), e 120 l’importo della sanzione pecuniaria può essere elevato fino all’uno per cento del valore del contratto, ove superiore al suddetto limite”.

Roma, il 27 giugno 2014

Avv. Valeria Panella