Il Digital Service Act quasi al traguardo. L’Europa in prima fila nella difesa dei diritti on line.

Il Digital Service Act quasi al traguardo. L’Europa in prima fila nella difesa dei diritti on line.

Il 23/4/2022 il Parlamento europeo e gli Stati membri dell’UE hanno raggiunto un accordo politico sulla proposta di legge sui servizi digitali (Digital Service Act – DSA), presentata dalla Commissione Europea nel dicembre 2020. La Presidente Ursula Von Der Leyen, salutando con favore l’accordo, ha dichiarato, tra le altre cose, che “la legge concretizza il principio secondo cui ciò che è illegale offline dovrebbe essere illegale anche online”. Un obiettivo ambizioso, per cui stiamo per porre una prima pietra nell’allineamento delle legislazioni dei paesi membri. Al 4/5/2022 la situazione è questa: l’accordo politico sarà ora soggetto all’approvazione formale del Parlamento Europeo e dal Consiglio ed una volta adottato, il DSA sarà applicabile in tutta l’Unione 15 mesi dopo la sua entrata in vigore o a decorrere dal 1 gennaio 2024, se la prima data sarà a questa posteriore.

Serviva una normativa per regolare il settore e sicuramente il DSA è un primo passo, con cui si richiede ai colossi del web di essere più trasparenti su come le loro piattaforme amplificano i contenuti prodotti dagli utenti e di adottare misure per mitigare i danni, oltre ad imporre nuovi limiti alla pubblicità digitale mirata.

I nuovi obblighi si applicheranno a tutti i servizi digitali che connettono consumatori a beni, servizi o contenuti on line e saranno previste nuove procedure per una più rapida rimozione dei contenuti illegali e una protezione globale dei diritti fondamentali degli utenti online. Il nuovo quadro normativo mira a riequilibrare i diritti e le responsabilità degli utenti delle piattaforme on line e si baserà sui valori europei, quali il rispetto dei diritti umani, la libertà, la democrazia, l’uguaglianza e lo Stato di diritto.

Il DSA riguarda diversi servizi di intermediari online e precisamente:

  • I fornitori di accesso a internet e coloro che registrano nomi di dominio;
  • servizi di hosting (cloud computing e web hosting);
  • motori di ricerca, se utilizzati da oltre il 10% dei consumatori dell’UE;
  • piattaforme online che riuniscono venditori e consumatori (social media , market online, app store,);
  • piattaforme online che raggiungono oltre il 10% dei consumatori dell’UE e che potrebbero comportare rischi particolari relativi alla diffusione di contenuti illegali e a danni per la società.

Avv. Marco Perini