Responsabilità dei proprietari di strade e autostrade: La Cassazione fa chiarezza su randagi e animali selvatici

Responsabilità dei proprietari di strade e autostrade: La Cassazione fa chiarezza su randagi e animali selvatici

Responsabilità dei proprietari di strade e autostrade: la Cassazione fa chiarezza su randagi e animali selvatici

Il caso 

La pronuncia è relativa ad un grave incidente motociclistico avvenuto su di una strada statale, a causa di un cane randagioIl conducente del mezzo aveva frenato bruscamente perdendo il controllo del mezzo cadendo in terra e rimanendo in coma per diversi giorni. 

L’attore citava in giudizio la Asl di Teramo e il Comune di Giulianova. Quest’ultimo aveva chiamato in causa Anas S.p.A., quale presunto ente gestore del tratto di strada interessata dal sinistro. 

Il Tribunale di Teramo rigettava la domanda rilevando che l’obbligo di cattura dei cani randagi è subordinato alla segnalazione del fenomeno del randagismo ai servizi veterinari della Asl e che tale prova non era stata offerta nell’espletato giudizio.  

La Corte d’Appello di L’Aquilaadita dal danneggiato, rigettava a sua volta l’impugnazione, condannando l’appellante al pagamento delle spese di lite.  

Veniva pertanto adita la Suprema Corte, la cui 3^ sezione ha deciso il caso con Sentenza del 22-06-2020, n. 12112. 

 

Il principio di diritto affermato  

La Suprema Corte, effettuando una breve ricognizione della propria Giurisprudenza in materiachiarisce come l’art. 2051 c.c. possa essere applicabile esclusivamente laddove sussista, non solo un nesso causale tra la cosa in custodia e l’evento dannoso, ma esclusivamente ove vi sia anche il carattere circoscritto e delimitato della cosa, con conseguente possibilità di tenerla al riparo dall’ingresso di agenti esterni dalle aree circostanti, oltre che sull’obbligo di provvedervi, per essere la stessa destinata alla percorrenza veloce in condizioni di sicurezza, salva la prova del caso fortuito (Cass. 05/02/2013, n. 2660; Cass. 19/05/2011, n. 11016; Cass. 12/05/2017, n. 11785; 29/03/2007, n. 7763; 02/02/2007, n. 2308, ma si veda anche Cass. 6, 01/02/2018, n. 2477, con riferimento a strada a scorrimento veloce). 

 

La configurabilità di responsabilità ex art. 2051 c.c.  

La responsabilità da custodia, pertanto, è configurabile solo nel caso in cui si possa riscontrare un effettivo potere di governo della cosa, sussumibile nel concetto di custodia rilevante ai fini della richiamata norma; possibilità che tuttavia non sussiste con riferimento ad ogni tipo di sede viaria, come le strade statali o provinciali, ma è affermata, con riferimento a quella autostradale, in ragione delle sue peculiari caratteristiche. Ciò, si ripete, per la impossibilità di configurare nella specie un potere di governo della cosa esteso fino al punto da garantire che essa non sia attraversata da animali selvatici e dunque l’ascrivibilità dell’evento dannoso a responsabilità custodiale. 

 

“Responsabilità dei proprietari di strade e autostrade: la Cassazione fa chiarezza su randagi e animali selvatici” Pubblicazione a cura dell’ Avv. Marco Perini