La Cassazione Civile, con la sentenza del 12 febbraio 2024 n. 3785, ha affrontato un tema cruciale riguardante l’acquisibilità del valore di riscatto delle polizze di investimento finanziario “Unit Linked Pure” all’attivo fallimentare. La decisione della Corte è significativa poiché distingue chiaramente tra le polizze vita con finalità previdenziali e quelle di natura finanziaria/speculativa, con importanti implicazioni per il trattamento delle stesse in caso di fallimento.

La Pronuncia della Cassazione

La Corte di Cassazione ha stabilito che le polizze “Unit Linked Pure”, caratterizzate dalla mancanza di finalità previdenziali, non beneficiano delle tutele previste dall’art. 1923 c.c. (impignorabilità dei capitali e delle rendite). Questo perché tali polizze sono essenzialmente prodotti finanziari e speculativi, il cui valore di riscatto può essere acquisito all’attivo fallimentare del beneficiario. La Corte ha così seguito un consolidato orientamento giurisprudenziale, in linea con la normativa nazionale e con le più recenti pronunce della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Le Diverse Tipologie di Polizze “Unit Linked”

La Corte ha distinto tra tre tipologie di polizze “Unit Linked”:

  1. **Guaranteed**: Garantiscono la restituzione del capitale con una possibile minima maggiorazione. Qui il rischio demografico è a carico dell’assicuratore.
  2. **Partial Guaranteed**: Possono restituire solo parzialmente i premi versati. Anche in questo caso, il rischio demografico è sostenuto dall’assicuratore.
  3. **Pure**: La somma dovuta dall’assicuratore dipende interamente dall’andamento dell’investimento finanziario, con il rischio di investimento a carico dell’assicurato. Queste non prevedono alcuna garanzia di restituzione del capitale originario.

Gli Indicatori della Natura Finanziaria

La Cassazione ha elencato diversi indicatori che evidenziano la natura finanziaria delle polizze “Unit Linked Pure”:

– Il pagamento del premio in un’unica soluzione.

– La prestazione collegata all’andamento del fondo senza un minimo garantito.

– Il rischio collegato alla redditività del fondo a carico dell’assicurato.

– La definizione del fondo come non previdenziale.

Coerenza con la Giurisprudenza Comunitaria

La decisione della Cassazione è in linea con le più recenti pronunce della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, come la sentenza del 24 febbraio 2022 (C-143/2020 e C-213/2020 riunite). La Corte di Giustizia ha confermato che per considerare un prodotto come assicurativo è necessaria una componente di rischio a carico dell’assicuratore.

Implicazioni Pratiche

Questa pronuncia fornisce maggiore chiarezza su cosa distingue una polizza vita da un prodotto finanziario e su quali tipi di polizze possono essere acquisiti all’attivo fallimentare. La distinzione e la classificazione delle polizze “Unit Linked” aiuteranno a evitare abusi nel mercato assicurativo e a garantire una maggiore trasparenza per i consumatori. Le compagnie assicurative dovranno probabilmente rivedere i testi dei loro prodotti per evidenziare meglio gli aspetti legati alla previdenza e al risparmio, o sviluppare nuovi prodotti conformi ai criteri di impignorabilità.

La sentenza della Cassazione del 12 febbraio 2024 rappresenta un punto di svolta nella gestione delle polizze “Unit Linked Pure” in ambito fallimentare, contribuendo a delineare confini chiari tra prodotti assicurativi e finanziari. Gli avvocati, i notai e i professionisti del settore devono tener conto di queste distinzioni per garantire una corretta tutela dei creditori e una pianificazione patrimoniale efficace.