Il Geometra che attesta con perizia la regolarità urbanistica di un immobile non è responsabile dei danni conseguenti ai terzi acquirenti nel caso di  bene non conforme, senza la prova del conferimento dell’incarico da parte dell’acquirente e del nesso causale tra la prestazione e i danni reclamati (Tribunale di Prato, 26 Gennaio 2024).

Il caso

Il giudizio veniva introdotto dall’acquirente di un immobile nei confronti del Geometra che aveva redatto la perizia attestante la conformità edilizio-urbanistica del bene in occasione della precedente compravendita mediante la quale il suo dante causa aveva a sua volta acquistato il bene oggetto di contenzioso.

Deduceva l’attrice di aver acquistato un immobile non conforme urbanisticamente ed imputava il relativo danno all’operato del Professionista che era stato incaricato, dal suo dante causa, di verificare la conformità del bene.

Si costituiva in giudizio il Geometra contestando l’inesistenza di un rapporto contrattuale con l’attrice, deducendo quindi che le relative pretese andavano inquadrate nell’alveo della responsabilità extracontrattuale, con conseguente prescrizione dei diritti azionati del decorso del termine prescrizionale quinquennale.

Nel merito affermava il convenuto la correttezza del proprio operato risultando l’immobile, quantomeno al tempo di redazione della perizia, effettivamente conforme ai sensi della disciplina urbanistica; inoltre, sosteneva che la condotta dell’attrice, che in occasione del suo acquisto non aveva ritenuto di conferire incarico ad un tecnico per l’accertamento della conformità del bene, costituiva condotta di per sé idonea a interrompere qualsivoglia nesso causale, già di per sé insussistente, tra i danni reclamati e la sua attività professionale.

 

La decisione

Con la sentenza del 26 gennaio 2024 il Tribunale di Prato, accogliendo le difese svolte dal Professionista convenuto, dopo aver correttamente affermato la carenza di prova circa il conferimento di un incarico da parte dell’attrice, ha dichiarato innanzitutto non provate le ragioni di fatto sulle quali si fondava la domanda, nella specie l’abusività e l’incommerciabilità dell’immobile, ed in secondo luogo l’assenza di nesso causale tra i danni lamentati e la perizia redatta dal Geometra in favore di soggetto terzo.

Il Tribunale ha, quindi, affermato la “rilevanza causale esclusiva della condotta gravemente colposa dell’attrice, idonea non solo a concorrere causalmente all’evento lesivo (acquisto di un immobile non conforme sotto il profilo urbanistico ed incommerciabile), ma ad interrompere il nesso eziologico tra la condotta addebitata al geom. XXX e tale evento dannoso, ai sensi dell’art. 1227, comma 1, c.c. (richiamato anche dall’art. 2056, comma 1, c.c. qualora si ritenesse operante la responsabilità extracontrattuale)”.

L’attrice, difatti, in vista della compravendita con la quale aveva acquistato il bene oggetto di causa, non aveva incaricato un proprio tecnico di fiducia di verificare la conformità edilizio-urbanistica del bene, ma si era “imprudentemente accontentata della relazione tecnica allegata all’atto di provenienza”, redatta, appunto, per conto di un terzo.

Pertanto, ribadendo un principio cardine in materia di accertamento di responsabilità professionale, il Tribunale di Prato ha affermato che “Il comportamento dell’attrice costituisce, in definitiva, non soltanto un fattore eziologico concorrente collocato nella medesima serie causale innescata dalla (ipotetica e contestata) condotta del convenuto, bensì una causa sopravvenuta «da sola sufficiente a provocare l’evento, in quanto autonoma, eccezionale ed atipica rispetto alla serie causale già in atto, sì da assorbire sul piano giuridico ogni diverso antecedente causale e ridurlo al ruolo di semplice occasione» (Cass., n. 21563 del 07/07/2022)”.